
E poi c’era quell’adorabile cameriera del Charlie, Amanda si chiamava. Le offrii da bere, parlammo del tempo e di poesia. Era un amore, ma le piaceva strano, non so se mi spiego…
La portai a casa mia. Un paccaccio da sei di Tuborg, l’avanzo di Jack sullo scaffale. Poteva bastare…
Una notte da ricordare, anche solo per quelle stramaledettissime emorroidi!