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mercoledì 7 aprile 2010

RIGENERATORE DI SANITÀ

Arrancai verso il deck, le gambe gelatinose e la bava alla bocca. Non ricordavo l'orrore che mi si era presentato, trasformandomi in una sottospecie di ameba paglierina. Solo l'odore di cordite sulle mie dita giustificava le ricariche vuote dello shotgun. Quella cosa, la cui immagine aveva scavato nella mia mente estirpando ogni radice della ragione, doveva aver assaggiato un bel po' di piombo.
Accesi il processore e afferrai lo spinotto. Indeciso se cercare il plug-in dietro l'orecchio o infilzarmelo nell'occhio destro, scelsi la prima opzione. Il programma iniziò subito a ripristinare i collegamenti tranciati.
Sentii rifluirmi dentro la sanità mentale perduta.

mercoledì 25 marzo 2009

LA CHIAMATA DI CTHULHU

“O Tu che giaci morto ma eternamente sogni, odi il Tuo servo Ti chiama. Odimi, o possente Cthulhu! Odimi, Signore dei Sogni! Nella Tua Torre a R’lyeh ti hanno imprigionato, ma Dagon infrangerà le Tue maledette catene, e il Tuo Regno risorgerà…”
Gli spari interruppero il canto. Una figura sottile era apparsa sotto la volta del santuario, mirando alla testa del sacerdote. Pezzi di cervello e schegge di cranio adornavano adesso l’altare. Si udirono zampettii e strascichi, e l’uomo seppe che non aveva tempo da perdere.
La benzina si rovesciò nei cunicoli del tempio. E il fuoco purificò la notte dagl’incubi.

venerdì 5 settembre 2008

SEBASTIAN CLAW: L'evocazione

“Iah! SHUB-NIGGURATH!”
“Grande Capro Nero dei Boschi, io Ti chiamo!”
L’uomo con la veste gialla s’inginocchió davanti alle alte pietre. Le braci rosse gli illuminavano il volto.
“Rispondi al grido del tuo servo che conosce le parole del Potere!”
Con la mano compose un gesto.
“Sorgi, io Ti dico, dal Tuo sonno e vieni con altri mille!”
Un gesto ancora.
“Io faccio i Segni, io pronuncio le Parole che aprono la Porta!”
“Vieni, io Ti dico, io giro la Chiave, Ora! Cammina ancora una volta sulla Terra!”
Si avvicinò alle braci…
BANG!
Ma fu lo shotgun di Claw a chiudere l’evocazione.

venerdì 15 agosto 2008

SEBASTIAN CLAW: Bob

Le fronde degli alberi, i rumori della città, una quarantaquattro magnum sulla scrivania accanto a un letto d’ospedale, un vecchio che farnetica sotto le coperte, il fetore della follia che aleggia nella stanza. Immagini di una scenografia ammorbata, l’overture che annuncia l’entrata in scena di creature idiote, dimoranti negli abissi del cosmo.
«Bob, ti ho portato quello che mi hai chiesto…»
Per un istante lo sguardo del vecchio divenne lucido. Guardò prima me, poi la cosa sulla scrivania, un oggetto di freddo metallo che risucchiava la luce.
«Grazie Sebastian. Grazie!»
Uscito dalla clinica accesi una sigaretta…
… e udii lo sparo.

domenica 3 agosto 2008

NYARLATOTEP

Lo sentite questo suono? Che cos’è? L’occhio elettronico che legge grattando il disco rigido, oppure l’assurdo zampettio di uno sciame d’insetti, pronti a rovesciarsi fuori dal vostro processore?
Attraverso i secoli Egli ha indossato numerose maschere, giocato molti ruoli. È stato un uomo sfuggente dalla pelle olivastra, un essere alieno con appendici artigliate e un unico osceno tentacolo al posto del volto, un mostro nero e alato, provvisto di un solo occhio vermiglio.
Nell’era informatica non poteva manifestarsi altrimenti. Egli è il messaggero, il baco sottile che s’infiltra, moltiplicandosi, conquistando, estirpando, mietendo…
L’e-mail è stata lanciata. Presto sarà insieme a voi.