Visualizzazione post con etichetta Cyberpunk. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cyberpunk. Mostra tutti i post

mercoledì 7 aprile 2010

RIGENERATORE DI SANITÀ

Arrancai verso il deck, le gambe gelatinose e la bava alla bocca. Non ricordavo l'orrore che mi si era presentato, trasformandomi in una sottospecie di ameba paglierina. Solo l'odore di cordite sulle mie dita giustificava le ricariche vuote dello shotgun. Quella cosa, la cui immagine aveva scavato nella mia mente estirpando ogni radice della ragione, doveva aver assaggiato un bel po' di piombo.
Accesi il processore e afferrai lo spinotto. Indeciso se cercare il plug-in dietro l'orecchio o infilzarmelo nell'occhio destro, scelsi la prima opzione. Il programma iniziò subito a ripristinare i collegamenti tranciati.
Sentii rifluirmi dentro la sanità mentale perduta.

domenica 28 febbraio 2010

CYBER LOVE

Quella community era la sua droga sintetica.
Cercò il viso di lei, tra le icone che risultavano on-line.
Le affidò il controller del suo biostimolatore.
Voleva raggiungere ancora una volta l’estasi, come e più di ieri.
Lei conosceva il codice d’accesso per entrare nel suo canale beta.
I capezzoli, illuminati da un fascio di led, s’inturgidirono di fronte a particelle di memoria.
Le carezze divennero sempre più ardenti grazie agli elettroni.
L’amplesso era pronto, celato dietro ad ombre d’identità.
I corpi iniziarono a fremere, fino a consumare l’orgasmo davanti alla luce dello schermo.
La notte scorreva immobile, sorseggiando bicchieri di silenzio.

lunedì 16 novembre 2009

RACCONTAMI UNA STORIA

“Papà, raccontami una storia...”
L’uomo guardò il figlio e sorrise. Poi incominciò: “C’era una volta…”
“Che cosa?” domandò una vocina nella testa.
“No, non è vero…” sussurrò l’uomo. Poi tornò a guardare il figlio.
“C’era una volta…”
“Chi? Rispondimi. Risponditi! Chi c’era?”
“Lasciami in pace!” urlò l’uomo alla vocina.
Scosse la testa, riprese fiato e continuò: “C’era una volta…”
“…tuo figlio!”
L’uomo si disconnesse e sprofondò nel pianto, ma il programma che faceva rivivere i ricordi continuò a girare nel deck. Poteva ancora sentire la voce del piccolo Matteo dalle casse dell’apparecchio.
“Papà, raccontami una storia...”
Ma Matteo non c’era più.

sabato 14 marzo 2009

PROTESI CEREBRALE

Spalancò gli occhi. Bruciavano come dopo una madornale sbronza; la testa sul punto di esplodere tanto pulsava. Non riusciva a muoversi, come se dal collo in giù non avesse più un muscolo.
A fatica mise a fuoco la gelida stanza intorno a lui.
Strizzò gli occhi, ciondolò la testa e con uno sforzo immane la sollevò per guardarsi i piedi. Se avesse avuto uno stomaco avrebbe vomitato. Sotto il busto non aveva nulla se non cavi elettrici e tubi di drenaggio che fluivano da dentro il suo corpo, spandendosi sul pavimento.
Solo allora prese coscienza di non aver mai vissuto veramente.

domenica 22 febbraio 2009

MAZI

Il sergente Mazi conservava un buon 57% di umanità, sufficiente per non venir considerato un bionico. Come lei ne erano rimasti pochi, dalla parte degli umani.
«Situazione Livello 4?»
«Libero sergente. Può entrare.»
Settecento metri separavano la donna dal generatore, quello che ricaricava regolarmente le protesi dei bionici di tutti i livelli. Con quello fuori uso, gli umani avrebbero facilmente ripreso possesso degli impianti fotovoltaici, assicurandosi un netto vantaggio nella guerra che andava avanti ormai da anni.
«Nessuno in visuale. Procedo come da….»
«Sergente Mazi? Mi sente?»
«É stata colpita! Hanno imparato ad oscurare i segnali.»
«Il livello è perduto, generale!»

lunedì 1 dicembre 2008

IO HO VISTO IL FUTURO

Io ho visto il futuro. Ho visto i mari alzarsi, l’Europa bruciare, i banchieri gettarsi dai grattacieli più alti. Ho visto il cancro mietere vittime come la peste, ho udito uomini che dicevano di essere stati su Marte, ho letto di un esplosione immensa e fulgida e di un fungo sopra la città di Berlino.
Non è stata curiosità. Non cercavo la pietra filosofale. Ma nei remoti spazi della matrice può succedere anche questo. Può bastare uno sguardo, una password, un click, per conoscere la data del tuo funerale.
Ma credimi, una volta che la saprai, non riuscirai più a dormire.

sabato 13 settembre 2008

CLEOPHE-3001

Siete mai stati a letto con una Cleophe-3001 di terza generazione? Non ci sono paragoni…
Epidermide in superlattex esalante fragranze esotiche, connessione celebrale per la ricerca del desiderio, giunture extraelastiche per posizioni estreme, valvola di pompaggio Orgy202 installata sia sopra che sotto, retto in vetroresina rivestito di gomma bianca regolabile, l’ultima trovata della Sexynth, per penetrazioni dolci e dolorose. Ammortizzatori lombari in carbonio per cavalcate più intense. Gli orifizi termoregolati vi permetteranno di raggiungere l’orgasmo in pochi secondi. Un repertorio di sound-mood eccellenti faranno da colonna sonora alle vostre notti infuocate.
Provatela in un concessionario Sexynth.
La vostra Cleophe-3001 vi aspetta.

martedì 9 settembre 2008

CYBORG

«Chi desidera un’anima, quando l’unico esempio di anima che abbiamo è quella dell’uomo? Vivo, nonostante la mia esistenza sia solamente il risultato di un’incommensurabile sequela di equazioni. Nonostante il mio corpo sia alimentato da un piccolo cuore atomico. Nonostante le mie ossa siano in carbonio e le mie connessioni neurali in fibra ottica. Vivo.»
Lui la guardò. «E l’amore?» chiese.
In una frazione di secondo il cyborg selezionò tutte le possibili risposte. E ne scelse una.
«Posso imparare ad amare, nel modo in cui gli uomini si sono da tempo dimenticati.»
«Allora vieni.» disse lui.
Si accesero le luci della città.

mercoledì 30 luglio 2008

ARENTY

Nei bui corridoi della base sotterranea Antartica, si odono solo i brusii dei processori più potenti del mondo. Nessuno sa che cosa accade là sotto.
Il vecchio col camice siede davanti a un gigantesco schermo. L’uomo alto col sigaro se ne sta in piedi accanto al vecchio.
«Ci sei riuscito?»
«La struttura del programma è stata alterata. Non rilevo intolleranze. Si, abbiamo un Entità Artificiale.»
L’uomo alto sputò del fumo verso un intreccio di luci al neon.
«La chiameremo Arenty. Ora, caricala nel soggetto.»
«Sissignore!»
Per la razza umana quello fu l’ultimo tentativo di emulare Dio. Poi iniziarono le grandi guerre…