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venerdì 3 febbraio 2012
L'ULTIMA VOLTA

martedì 8 marzo 2011
MAYA

"Hunabku, dobbiamo vederci. La situazione sta degenerando e dobbiamo provvedere al più presto."
"... Ma di cosa stai parlando?"
"Con questo 21 dicembre 2012 mi hai causato un grosso guaio".
"Ma dai non ci pensare."
"Ma come fai a stare così tranquillo. Tu e i tuoi avete messo in giro questa voce della fine del mondo e ora tutti che sperano di vedermi, sperano che intervenga!"
"Bè, in fondo l'hai promesso che saresti tornato!"
"Si ma non ora, non in questo momento!"
"E allora lascia stare: hanno superato il Millennium bug, supereranno anche questa! Dai Iesus, torna a dormire!"
lunedì 14 febbraio 2011
UNA SCUSA PER DIRE TI AMO

"Pronto!"
"Ciao, mi manchi!"
"Che fai?"
"Non ci sentiamo da così tanto tempo che pensavo fossi partito per uno dei tuoi viaggi ed io qui ad aspettarti!Sento la tua mancanza!"
"Io credevo che mi stessi ignorando!"
"Certo che no!"
"Già! Dai raccontami cosa hai fatto in questo periodo?"
"Ho lavorato e sognato! Lavorato per distrarmi da te e sognato di rivederti presto. Ho anche comprato un cagnolino, gli ho dato il tuo nome. E' un tenero batuffolo: ha la faccia tonda e le orecchie dritte come te".
"Scusami ma devo andare!"
"OK, solo un'altra cosa: buon San Valentino!"
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mercoledì 19 gennaio 2011
TRA I BANCHI DI SCUOLA

Quando la vidi la prima volta fu tra i banchi di scuola: il mio sguardo era sempre rivolto a lei, ai suoi occhi azzurri e al suo viso raggiante. Non ebbi mai il coraggio di dirle cosa provavo e così continuai a parlarle come solo un semplice amico sa fare.
Le nostre strade si divisero anni dopo all'università, perchè la vita ha voluto così. Quando la ritrovai, dopo molti anni, mi decisi a dirle quello che provavo ma lei era sposata con figlia. Fu così che, con il cuore trafitto, le rimasi amico mantenendo per me il mio piccolo grande segreto.
giovedì 30 dicembre 2010
CAPODANNO AL BAR

Ancora quattro ore e poi sarà di nuovo l'inizio di un anno nuovo. Magari diverso o magari no!
Seduto al tavolo di un anonimo bar, brinderò tra me e me, al suono di un blues d'altri tempi, all'anno che verrà e chi vivrà vedrà!
lunedì 20 dicembre 2010
...E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

"Che cosa scusa?", chiese la mamma.
"Mi hanno detto che ogni giorno commetto un peccato e che, per questo, devo fare penitenza. Ma è vero mamma?"
"Bè, in un certo senso sì, è vero. Tutti cediamo e ci abbandoniamo, per debolezza, al peccato cercando una felicità che alla fine è solo un illusione. Così ci pentiamo oggi della nostra trasgressione per poi domani ritornare a peccare".
venerdì 10 dicembre 2010
LA FABBRICA DI MANICHINI

martedì 7 dicembre 2010
SCRIVO

venerdì 3 dicembre 2010
LEGAMI

"Buonasera signora. Favorisca patente e libretto, grazie".
"Certo agente. Subito.Qualche problema agente?"
"No, signora. Solo un controllo di routine. Abigail? Bel nome. Nome biblico giusto?"
"Già!"
"Abita qui vicino?"
"Si agente. Stavo tornando a casa. Vuole venire con me?"
Varcata la soglia, un fremito di profonda passione attraversò i loro corpi. Si spogliarono e fecero l'amore per tutta la notte così come non avevano mai fatto prima. Terminato l'amplesso, Abigail lo guardò e maliziosa disse: "È già la terza volta che mi fermi. I tuoi colleghi prima o poi capiranno."
"Beh, sei mia moglie e stiamo solo giocando!"
venerdì 8 ottobre 2010
AVATAR

lunedì 20 settembre 2010
COMPLEANNO

venerdì 10 settembre 2010
LA VALIGIA SUL LETTO

venerdì 6 agosto 2010
RICORDI

Sfoglio l'album dei ricordi e tra le foto di me piccolina ecco apparire quella che suscita pensieri stupendi. Eravamo io e lui, piccoli e teneri. Con i giochi in mano e abbracciati che guardiamo chi, da dietro la macchina fotografica, spera di far uscire una foto almeno decente.
Lo ricordo quel giorno, come non potrei. Abbiamo giocato l'intera giornata, nessuna stanchezza a fermarci, abbiamo corso e disegnato con i bastoncini sulla terra creando un mondo fantasioso. Il nostro.
Se non fosse stato per quel flash sembrava che l'intera città si fosse magicamente ridotta a due sole persone. Noi.
martedì 3 agosto 2010
PIERROT

Nella notte, con la luna splendida nel cielo, il mio cuore è alla ricerca della sua metà. Lo cerca ma anestetizzato è la che non sa: non sa cosa vuole, dove andare, cosa fare.
Semplicemente batte: a volte all'impazzata, molto spesso a rallentatore.
Anestetizzato il mio cuore mi parla nel silenzio. Mi parla di baci, labbra e incontri fugaci.
Anestitazzato il mio cuore chiede di più: chiede l'amore che solo tu puoi darmi.
Anestetizzato il mio cuore sa che una lacrima scenderà per ricordarmi che quell'amore forse mai verrà. Una lacrima che lì, indelebile, sul mio volto per sempre rimarrà.
martedì 1 giugno 2010
INCUBI

Betty era una ragazza giovane e bella da mozzare il fiato: capelli biondi e vaporosi, labbra carnose e pelle candida. La sua era una vita da regina; amava la perfezione e ne faceva il suo vanto. Eppure, c'era un neo, un imperfezione che rattristava la sua vita: la notte, ogni notte, si alzava di scatto per un incubo che le interrompeva le otto ore di sonno.
Quella notte successe di nuovo: si alzò, gettò via la maschera occhi rinfrescante e lenitiva e tremante si guardò le mani. L'unghia, quella dell'indice, era ancora lì, non si era rotta fortunatamente.
domenica 9 maggio 2010
FILI D'ERBA

Erano passati quindici anni da allora.
Correva per sfogare la sua rabbia, la sua solitudine, le sue colpe.
Oltre quel prato c'era un burrone e quel giorno decise di oltrepassare quel confine, lasciandosi cadere. Fu ritrovata due giorni dopo mentre, come fossero le mani della madre, fili d'erba le accarezzavano il volto.
mercoledì 5 maggio 2010
IL CICLISTA

sabato 6 marzo 2010
DANCE

Poi d’improvviso sei sparita ed il mondo, di nuovo, è tornato a girare.
martedì 2 marzo 2010
WAITING FOR

Aveva detto che dovevano incontrarsi lì alle sette, così in tutta fretta aveva raggiunto il posto indicato. L'aveva desiderato da molto tempo questo incontro, sapeva che sarebbe stato fondamentale per il suo futuro e per la sua intera esistenza. Con lo stomaco sotto sopra, teneva stretta la cinghia della borsa con entrambe le mani, mentre giocherellava con le unghie e si mordeva il labbro. Erano le undici di sera e ancora non era arrivato nessuno.
Il destino si faceva attendere.
venerdì 19 febbraio 2010
DEA

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