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domenica 22 febbraio 2009

L'AMICO

L’amico mi venne incontro con le braccia allargate e gli occhi umidi. Puzzava di grappa e si reggeva poco bene sulle gambe.
«Che è successo?»
«Niente Gano, ho solo bisogno di parlare un po’.»
E difatti lui parlò tutta la sera, e nel frattempo si scolò quattro pinte. Io non fui da meno…
Il giorno dopo era tornato alla sua vita; moglie, figli, lavoro…
Lo rividi un anno dopo. Stessa storia. Una serata al bar, qualche birra e poi più nulla.
Esistono amici buoni solo per bere. Sono un po’ paraculo, ma che vi devo dire? Ognuno c’ha i suoi problemi…

venerdì 10 ottobre 2008

SOPRAVVIVO

"Oggi ho ucciso un uomo perché lui ha ucciso me.
Ha ucciso la mia infanzia e la mia gioventù: ha ucciso la mia vita.
L'ho ucciso perché mi ha tolto la fantasia, la voglia di crescere, di inventare la mia vita.
Lo conobbi da piccolo, quando credevo che del mondo ci si potesse fidare. Era il mio giocattolo, il mio dolcetto o scherzetto, la mia coperta di Linus.
Crescendo, quando era troppo tardi, ho capito che la vita non è sempre fatta di certezze.
L'ho ucciso perché per lui, ora, faccio una sola cosa; quella che mi riesce meglio. Sopravvivo."

mercoledì 3 settembre 2008

CONFESSIONI

Seduti intorno al tavolo del salotto, ci ritroviamo per festeggiare un compleanno ...
...in realtà se l'avessi saputo non ci sarei mai andato.
La serata è ricolma di un atmosfera surreale: un nauseante fluire di cuori e di "ti voglio bene". Dopo cena inizia il confronto e tutto cambia: si parla, si urla, si recriminano fatti e misfatti. Non è quello che mi sarei mai aspettato. Ci si punta il dito contro nella speranza che qualcosa cambi nei nostri rapporti di amicizia. Non so se qualcosa cambierà, certo è che c'è bisogno di orecchi molto resistenti per sentirsi giudicare con sincerità.