
Si gira e mi viene incontro lentamente, fa per parlarmi quando mi allunga la mano, piccola e bianca. Al centro, sul palmo, una goccia trasparente riposa: me la lancia contro e mi grida: "sogna".
Faccio un sobbalzo, mi sento sudato, una voce mi chiama e in sala d'attesa non c'è più nessuno.