Gioele, tre anni e mezzo, tutto riccioli e sorrisi, si allungó sui piedini per afferrare il sacchetto di caramelle vicino al bollitore del té. Laura, la madre, era proprio dietro di lui, e osservava i movimenti del bambino come una scena al rallentatore. Ma la sensazione di pericolo di quell'innocuo gesto fu oscurata da mille pensieri; le nuove foto da caricare, il commento sagace di Valentina, un video dei Gossip da linkare sul proprio profilo e naturalmente le ultime da Farmville. Laura rimase impassibile per piú di cinque secondi, mentre le urla del piccolo Gioele cercavano di ricacciare indietro il dolore.
domenica 20 febbraio 2011
ADDICTION
Gioele, tre anni e mezzo, tutto riccioli e sorrisi, si allungó sui piedini per afferrare il sacchetto di caramelle vicino al bollitore del té. Laura, la madre, era proprio dietro di lui, e osservava i movimenti del bambino come una scena al rallentatore. Ma la sensazione di pericolo di quell'innocuo gesto fu oscurata da mille pensieri; le nuove foto da caricare, il commento sagace di Valentina, un video dei Gossip da linkare sul proprio profilo e naturalmente le ultime da Farmville. Laura rimase impassibile per piú di cinque secondi, mentre le urla del piccolo Gioele cercavano di ricacciare indietro il dolore.
lunedì 14 febbraio 2011
UNA SCUSA PER DIRE TI AMO

"Pronto!"
"Ciao, mi manchi!"
"Che fai?"
"Non ci sentiamo da così tanto tempo che pensavo fossi partito per uno dei tuoi viaggi ed io qui ad aspettarti!Sento la tua mancanza!"
"Io credevo che mi stessi ignorando!"
"Certo che no!"
"Già! Dai raccontami cosa hai fatto in questo periodo?"
"Ho lavorato e sognato! Lavorato per distrarmi da te e sognato di rivederti presto. Ho anche comprato un cagnolino, gli ho dato il tuo nome. E' un tenero batuffolo: ha la faccia tonda e le orecchie dritte come te".
"Scusami ma devo andare!"
"OK, solo un'altra cosa: buon San Valentino!"
...click
martedì 8 febbraio 2011
LASCIAMI PARLARE!
La cena era perfetta, ma lui ebbe da ridire sul condimento dell'insalata di radicchi selvatici. Troppo aceto, e poi a lui piaceva quello normale, non balsamico. Lei provó a controbattere, ma lui le mise un dito sulle labbra e sorrise. Piú tardi lei provó a sintonizzare il canale delle prime visioni, ma lui le spiegó perentorio, ma con gentilezza, che avrebbe visto il suo talk show preferito. Lei non seppe cosa dire e andó in cucina a fumarsi una sigaretta. Quando lui fiutó il fumo le chiese, ringraziandola in anticipo, di spegnerla. Fu a quel punto che lei afferró le forbici.
mercoledì 26 gennaio 2011
QUANDO SI SPENGONO LE LUCI
C'è un momento del giorno, anzi della notte, in cui, per come possano andare le cose, immancabilmente mi prende l'angoscia. Normalmente sopraggiunge verso le una, ma di sabato si arriva anche alle due e mezzo. È l'attimo in cui Aldo, proprietario del bar, abbassa le luci. L'ambiente, privo del neon del reparto paste e illuminato vagamente dai frigoriferi per le bibite gassate, perde di quella vitalità di cui si riempie sistematicamente ogni giorno. In quell'istante mi sento braccato, come se le ombre volessero farmi fuori. Così mi scuoto, indosso il cappotto e saluto.Ma è dura trovare la via di casa.
lunedì 24 gennaio 2011
FIABA DALLA LUNA
Sul lato luminoso della Luna vive una bambina di nome Fiaba. Con un lungo telescopio di cristallo scruta gli abitanti della Terra: sposta le stelle come fossero puntine, annota nell’universo le storie nate da quella lunga osservazione. Quando è certa che una favola sia completa, perfetta per diventare la più cara a un bambino, la racchiude in una bolla di sapone e la lega al cannocchiale come fosse un palloncino. Quando una mamma metterà a letto il suo bimbo, cercando ispirazione per raccontargli una storia, le basterà guardare la Luna oltre la finestra, lassù una bolla scoppierà, e saprà cosa narrare.
mercoledì 19 gennaio 2011
TRA I BANCHI DI SCUOLA

Quando la vidi la prima volta fu tra i banchi di scuola: il mio sguardo era sempre rivolto a lei, ai suoi occhi azzurri e al suo viso raggiante. Non ebbi mai il coraggio di dirle cosa provavo e così continuai a parlarle come solo un semplice amico sa fare.
Le nostre strade si divisero anni dopo all'università, perchè la vita ha voluto così. Quando la ritrovai, dopo molti anni, mi decisi a dirle quello che provavo ma lei era sposata con figlia. Fu così che, con il cuore trafitto, le rimasi amico mantenendo per me il mio piccolo grande segreto.
lunedì 17 gennaio 2011
CIBO PAZZO

Florian rimase ad osservare il via vai del centro attraverso il vetro antiproiettile del ristorante, asciugando con gesti automatici i calici da vino bianco. Gli ultimi clienti, impellicciati e ingioiellati, lasciavano i tavoli per scomparire cinguettando nell'ascensore che li avrebbe portati nel garage-bunker del palazzo.
Florian si domandò che cosa facessero in quell'istante i suoi ex-compagni di scuola. Lui aveva lasciato al secondo anno e si era ritrovato a lavare i piatti in un ristorante, mentre gli altri puntavano alla carriera. Ma le scatolette e i fastfood avevano atrofizzato i loro cervelli...
Adesso vagavano senza meta insieme ai pazzi della strada.
giovedì 30 dicembre 2010
CAPODANNO AL BAR
Ancora quattro ore e anche un altro anno se ne andrà: un anno strano e particolare. Un anno fatto di gioie e dolori, di disperazioni e soddisfazioni. Un anno che non avremmo voluto vivere, un anno che avremmo voluto trascorrere il più velocemetne possibile. Un anno di certezze ma anche di tante, troppe incertezze.Ancora quattro ore e poi sarà di nuovo l'inizio di un anno nuovo. Magari diverso o magari no!
Seduto al tavolo di un anonimo bar, brinderò tra me e me, al suono di un blues d'altri tempi, all'anno che verrà e chi vivrà vedrà!
martedì 28 dicembre 2010
AMANDA
Ci siamo frequentati per nove mesi come una coppia normale, con le uscite del sabato e della domenica, il cinema del mercoledì a metà prezzo, le vacanze al mare e i finesettimana in campagna dai suoi. Avevamo anche deciso di bruciare qualche tappa… beh, a lei non sarebbe dispiaciuto che la portassi all’altare.
Una sera di ottobre mi prese una strana voglia. Mentre stavo sopra le chiesi di girarsi. Lei obbedì, ma non si aspettava le mie mani sul collo.
lunedì 27 dicembre 2010
IL TERAPISTA
Mirella veniva da me ogni venerdì pomeriggio, dopo il corso di danza. La facevo accomodare sul divano, mentre io rimanevo dietro la scrivania ad osservare dalla finestra i platani del viale. Mi parlava del lavoro che odiava, delle amiche gelose e del suo uomo che la tradiva. Alla fine della seduta scoppiava sempre a piangere, ed io accorrevo all'istante coi fazzolettini. La consolavo parlandole dei suoi progressi, poi fissava un nuovo appuntamento con la mia segretaria.Sullo stesso divano, una sera di giugno, Mirella ed io facemmo l'amore. Non fu un gesto professionale, il mio, ma la feci sentire subito meglio.
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