Quella mattina, il freddo era così pungente che entrava nelle ossa e risvegliava i reumatismi di Freddy che, seduto nel suo taxi, rimaneva in attesa. Alle 5.30, le luci di fanali e semafori erano l'unica compagnia. Dal parabrezza appannato, intravide una donna che goffa incedeva nella sua direzione: si piegò, raccolse qualcosa e poi bussò sul finestrino e disse "... questo è il tuo orologio? ...è rotto, non funziona." Freddy l'aveva riconosciuto, era suo. Non si era accorto di averlo perso. L'orologio che fissò l'ora della sua morte per il gas di scarico, in circolo, all'interno dell'abitacolo.
venerdì 3 febbraio 2012
L'ULTIMA VOLTA
Quella mattina, il freddo era così pungente che entrava nelle ossa e risvegliava i reumatismi di Freddy che, seduto nel suo taxi, rimaneva in attesa. Alle 5.30, le luci di fanali e semafori erano l'unica compagnia. Dal parabrezza appannato, intravide una donna che goffa incedeva nella sua direzione: si piegò, raccolse qualcosa e poi bussò sul finestrino e disse "... questo è il tuo orologio? ...è rotto, non funziona." Freddy l'aveva riconosciuto, era suo. Non si era accorto di averlo perso. L'orologio che fissò l'ora della sua morte per il gas di scarico, in circolo, all'interno dell'abitacolo.
mercoledì 11 gennaio 2012
RUMORI
La notte era particolarmente fredda, il fruscio della neve che cadeva soave sul tetto era stato particolarmente conciliante e tutti erano caduti in un dolce sonno; soltanto i rumori provenienti dal soggiorno avevano rotto quel silenzio. Aprì il cassetto e prese la calibro 9, si accertò che fosse carica. Fortunatamente tutti dormivano, russavano anche i bambini. In punta di piedi raggiunse il salone, nella penombra intravide una figura che stava rovistando fra i regali sotto l'albero. L'ombra si alzò bruscamente... la calibro 9 fece fuoco! All'arrivo della Polizia il corpo di Babbo Natale giaceva riverso in un lago di sangue.
lunedì 16 maggio 2011
IL RITMO DELLA VENDETTA
“Che cos’è il tempo se non la misura delle nostre paure”.In silenzio ascolto il suo ritmo avanzare, incalzato dal rintocco del mio cuore.
Seguo i suoi movimenti attraverso l’ipnotico dondolio dal pendolo che da sempre osserva il mondo da un angolo del salotto. Lo sento, lo vedo, e a ogni suo passo emerge quella parte della mia anima celata da un patto da tutti dimenticato.
“È ora. La mia vendetta si compirà! Trema uomo, perché darò vita alle tue più profonde paure. Ti concederò il solo privilegio di ascoltare il tuo tempo scorrere attraverso il lento battito del tuo cuore.
mercoledì 20 aprile 2011
IO SONO IL TEMPO
Io sono il tempo e tu non potrai fermarmi. Non ci provare neanche, è solo tempo sprecato, e a me non piace che mi si sprechi. Ci hanno provato in tanti a rallentarmi, alcuni volevano addirittura ingannarmi, ma io ho riso loro in faccia. Mi facevano davvero sbellicare... E adesso tu mi dici che è tutta colpa mia, che sono spietato, che sono il tuo peggior nemico. A queste tue accuse non posso che risponderti con una risata più forte, perché tu capisca che non sono io il tuo problema. Non sono il problema di nessuno. Io sono solo il tempo.
giovedì 7 aprile 2011
L'EMBOLO BIRBONE
Riusciva a tornare indietro nel tempo con un software di sua invenzione. Il primo milione di euro lo tirò su con le scommesse on-line, facendo sempre molta attenzione a non destare sospetti e attribuendo le vincite ad identità fasulle. Aprì diversi conti correnti in paesi che facevano poche domande e agevolavano il pagamento delle tasse. Divenne miliardario in poco più di tre mesi, che passò quasi interamente seduto davanti al computer. Da qualche giorno si era prefissato un traguardo, l'aggiunta di altro zero al suo patrimonio. Poi avrebbe smesso, si era detto.Peccato che un embolo birbone gli tolse quell'ultima soddisfazione.
giovedì 31 marzo 2011
VISITA IN OSPEDALE
Dal mio letto d'ospedale dischiusi gli occhi e guardai alla mia sinistra, dove la luce abbagliante di un nuovo giorno penetrava con forza dalla finestra. Una figura scura, con indosso un cappotto pesante, sedeva sulla sedia, il volto nascosto nell'ombra. Mi chiesi, ancora prima di chi fosse, come riuscisse a rimanere vestito nell'aria soffocante di quella stanza.- Chi sei? - gli chiesi con un filo di voce. Il silenzio era rotto solamente dai bip costanti dell'elettrocardiografo. Lui rimase immobile ed in silenzio per un tempo indefinibile, una sagoma scura sullo sfondo del cielo. Poi finalmente rispose: - La tua paura.
mercoledì 30 marzo 2011
L'AEREO
L'aereo perse quota d'improvviso, gli sportelli per le mascherine d'ossigeno si aprirono come scherzi di carnevale, lo steward inciampò su qualcosa, capitombolando addosso al carrello dei rinfreschi. Le urla si levarono da ogni angolo del velivolo.Nicola rimase pietrificato dal terrore, l'unico passeggero a bordo che aveva ancora la cintura allacciata, perché non si era mai fidato degli aerei. Un senso abbacinante di incredulità lo fulminò; il suo incubo peggiore stava per diventare realtà.
Ma per un inesplicabile capriccio del destino, non fu un incidente a reclamare la sua vita, ma il suo cuore, un attimo prima che l'aereo riprendesse quota.
venerdì 11 marzo 2011
IL 91
Il 91 è l'autobus notturno. Gira praticamente a vuoto per le vie deserte della città, come una sentinella orgogliosa della sua ronda. Sfreccia davanti alle vetrine illuminate dei negozi, s'infila sicuro nei viottoli del centro storico, sorpassa, quando può, i veicoli per la pulizia delle strade, correndo come un pazzo fino al capolinea della stazione. Laggiù l'autista, che sembra uscito da un film degli anni settanta, si accende una sigaretta e si legge il giornale ancora fresco d'inchiostro. Dieci minuti e poi via, a ricordare ai nottambuli e agli ubriachi che, nonostante il silenzio e l'oscurità, la città sta solo dormendo.
martedì 8 marzo 2011
MAYA
"Si, pronto?""Hunabku, dobbiamo vederci. La situazione sta degenerando e dobbiamo provvedere al più presto."
"... Ma di cosa stai parlando?"
"Con questo 21 dicembre 2012 mi hai causato un grosso guaio".
"Ma dai non ci pensare."
"Ma come fai a stare così tranquillo. Tu e i tuoi avete messo in giro questa voce della fine del mondo e ora tutti che sperano di vedermi, sperano che intervenga!"
"Bè, in fondo l'hai promesso che saresti tornato!"
"Si ma non ora, non in questo momento!"
"E allora lascia stare: hanno superato il Millennium bug, supereranno anche questa! Dai Iesus, torna a dormire!"
domenica 20 febbraio 2011
ADDICTION
Gioele, tre anni e mezzo, tutto riccioli e sorrisi, si allungó sui piedini per afferrare il sacchetto di caramelle vicino al bollitore del té. Laura, la madre, era proprio dietro di lui, e osservava i movimenti del bambino come una scena al rallentatore. Ma la sensazione di pericolo di quell'innocuo gesto fu oscurata da mille pensieri; le nuove foto da caricare, il commento sagace di Valentina, un video dei Gossip da linkare sul proprio profilo e naturalmente le ultime da Farmville. Laura rimase impassibile per piú di cinque secondi, mentre le urla del piccolo Gioele cercavano di ricacciare indietro il dolore.
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